28 Ottobre 2008

appunti dell'ubriachezza #2

... perchè già dalla prima trincea ero molto più curioso di voi, ero molto più curioso di voi...


bip... bip... bip...

-battito normale, pressione regolare, iniziamo.-

-grazie dottore-

-e di che?-

-di questi complimenti... "normale", "regolare".. è un po' che tutti non fanno che chiamarmi pazzo o coglione. è bello sentire che almeno nel mio cuore non c'è proprio niente di sbagliato-

-nn dirmi che avevi dei dubbi.. ora respira profondamente.. arriva il sonno-

-era ora! buona notte...-



baby, come back to this world again...


nel mio sogno ho le mie gambe e le mie braccia intatte.
sogno sempre che mi muovo e che corro e che viaggio.
sogno così forte che al mattino le mie parti lese mi fanno male
ed è quasi romantico svegliarsi nel letto abbracciato ai miei dolori..
diventeremmo quasi intimi se non fosse che ultimamente il mio letto è spesso troppo affollato.

nel mio sogno io corro lungo una strada sterrata che si perde nel verde di un altopiano, incontro i volti della mia vita e anche le persone viste per un secondo ma che sono riuscite in un secondo a diventare indelebili.
nel mio sogno sono felice e ho un aspetto bellissimo. Sorrido e a tutti regalo qualcosa.
ma il piacere più grande lo provo nel regalare un sorriso a chi desidera il mio fallimento. questi li accarezzo più volentieri per insegnargli la loro distanza da me e da ciò che vorrebbero essere.

Mi viene da pensare che a me abbiano dato un solo abito e che io in realtà non possa scegliere e ne sono felice soprattutto quando ai bordi della mia strada vedo coloro intenti a "cambiarsi l'anima per meglio tradire, per meglio scordare"... (Bardamù, Vinicio)
Mi fermo un attimo ad osservarli senza riuscire a capire... -ma siete sicuri di esservi fatti bene i conti?- gli grido prima di riprendere..
e corro; forse mi stanno urlando qualcosa ma le parole vuote dei loro alibi sono troppo leggere per resistere alla furia del vento che invece ai miei capelli arriva come una lieve carezza.

E mi ritrovo su di un promontorio dove il sole illumina intensamente l'aria fresca del mattino. Mi fermo a incantarmi come ero solito fare, sento che mi serve.
Qualcuno che mi ha notato si siede accanto a me. Una carezza più vera a sfiorarmi il viso. Si sfila un braccialetto con cui chiamare gli angeli e me lo porge con due lacrime così vere che riaprono qualcosa chiuso da tempo. Ricambio estraendo dalle tasche un po' di dolore. In fondo è la merce più preziosa che ho e ne vado molto geloso. Ma credo ti meriti quantomeno la mia verità e le mie labbra. Riparto più leggero e mi sento meglio. Questo conta sopra a tutte le parole o a tutte le premesse e le promesse. La vita mi ha fatto troppo sveglio per crederci e troppo sincero per farne. Ma ti porterò con me.

All'angolo riconosco almeno un paio di amici veri. Non so come li vedano le altre persone. A me sembrano delle creature straordinariamente belle. La loro semplicità e grandezza è l'unica cosa a farmi rimpicciolire. Con loro mi sento davvero umano... e non c'è sensazione migliore.

Poi passa un carro di persone dallo sguardo cupo. -ma cos'è che gli darà tanto fastidio? Questa grazia? O il fatto che non l'ho mai cercata?- Si ferma il carro e scendono tutti. Io non mi curo di loro ma silenziosamente mi seguono.
Me ne accorgo poichè il loro bisbigliare travestito da silenzio è travestito male. Mi volto e tutti portano una maschera sorridente. Mi ricoprono di petali e di buoni intenti... Mascherati molto peggio del loro bisbigliare.
Quelli senza speranza li cancello con facilità dal mio sogno. A quelli con qualche speranza faccio dono di qualche avanzo e porgo i miei migliori auguri prima di riprendere il cammino.

 Nel resto del viaggio incontro distese di punti interrogativi ansiosi di sbocciare in risposte, paure ansiose di appassire, campi sterminati di sogni e speranze ansiosi di fiorire in realtà e tanto altro dolore ansioso di trovare un senso.

Dal canto mio io continuo a correre... Non c'è altro che io sappia fare.


Poi arriva il giorno e il mio dolore mi sveglia con un bacio. Qui posso solo aspettare. -Non è giusto- Penso. Proprio ora che volevo tornare a correre...

-e mai che mi sia venuto in mente di essere più ubriaco di voi... di esssere molto più ubriaco di voi-

-come ti senti amico, amico fragile-

 

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