Tutto ciò che ha un inizio molto probabilmente avrà una fine o quantomeno cambierà in qualcosa di più o meno diverso. La staticità non è molto contemplata nel mio universo. Ma forse è solo questione di costituzione.
Tutto è in movimento. Le cose cambiano, le persone cambiano, le ossa si riparano e anche alcuni legamenti.
Frasi, azioni ed eventi vanno pesati in base a chi se ne rende arteficie. Le persone stesse vanno pesate per evitare delusioni.
Abbiamo imparato che spesso sono presuntuoso. Ma anche che raramente le mie presunzioni si dimostrano erronee. Quindi si può dire che io abbia una buona capacità di intuizione. Non che questo giustifichi.
Ogni cosa, se spinta al suo estremo sembra incontrare il proprio contrario e perciò i contrari coesistono nello stesso spazio di circolarità. la differenza è quasi sempre una questione di polarità.
Il serpente si morde la coda, l'eterno ritorno. Difficile strapparsi a questo principio. O forse sarà possibile con un grande atto di forza.
Ma anche la forza nel suo estremo incontra una debolezza intrinseca e abbiamo bene imparato che se non equilibrata questa dote si può ritorcere contro chi la possiede provocando gravi danni.
Abbiamo conosciuto la piaga della paura, il più orribile male che possa affliggere l'animo umano. Ma abbiamo imparato che va conosciuta per poterne sfruttare il potere autoconservativo e abbiamo imparato che colui che la nega lo fa solo perchè afflitto da una piaga ancora più grave: l'ignoranza; oppure perchè ha semplicemente paura di avere paura e quest'ultimo esempio è sintomatico di una piaga forse ancora più orribile della paura: l'autoinganno. Niente di meno umano della ragione usata per mascherarsi a se stessi.
Le cose hanno il valore che viene dato loro. Quasi niente ha valore di per sè.
Abbiamo imparato il valore della ragione nel dominio delle passioni e nell'aministrazione di una potenza traboccante.
Abbiamo altresì imparato che se la ragione è la nave il vento non sono altro che le passioni. L'una da sola è completamente impotente, l'altro risulta dannoso su una nave fragile e costruita male.
Abbiamo compreso l'importanza dell'ospite interno (v.Adam Smith) ultimo giudice della nostra condotta, dalle quali sentenze deriva il grado di approvazione verso se stessi e gli altri e che è implicato nel raggiungimento della felicità interiore e sociale.
Dagli ottimi esiti dei rapporti interpersonali e dal grado di approvazione altrui si direbbe che il nostro è stato ben allevato e cresciuto con cura.
Abbiamo visto chiaramente la pochezza di sè stessi come individui e da qui l'importanza di individuare cause superiori per soddisfare la pretesa di un'esistenza superiore alla semplice esistenza. Quella che chiamerei Vita nel senso più tipicamente umano del termine.
Abbiamo altresì appurato che di fronte all'anelito umano fortemente condizionato dalla volontà di potenza (v.Nietzsche) esiste la via della natura dalla quale così fortemente l'uomo si è allontanato nel corso del suo presunto progresso.
Abbiamo contemplato l'ordine naturale di tutte le cose e la domanda che permane è se noi con le nostre menti siamo veramente certi di poter fare di meglio.
Ma in un modo o nell'altro la natura rimane la dolce guida del nostro essere (Montaigne) e rimane contemplabile e fruibile in qualunque momento.
La volontà di potenza, l'anelito animalesco che ci spinge a migliorare noi stessi e a renderci sempre più forti per saziare l'ingordigia di quell'indomabile bestia bionda che Nietzsche chiama superuomo è un mezzo sicuro di trasformare il lavoro in forza e di ottenere potere. Ma ha un prezzo molto alto. Più forza e potere si acquisiscono più felicità bisognerà essere disposti a sacrificare. Sembra che la cosa veramente difficile sia trovare un equilibrio che funzioni da compromesso. Tutto ciò perchè essendo mosso dalle passioni l'animo umano tende a comportarsi con ebbrezza. Ci vuole una ragione forte in relazione alla forza del vento delle passioni che ci colpisce.
Per questo un essere estremamente sensibile e allo stesso tempo razionale sembrerà l'essere che più si avvicina alla perfezione della natura umana.
Per questo ritengo che la formula della virtù sia ragione + sentimento.
Abbiamo dato ancora più valore alla sincerità poichè abbiamo sperimentato che un'estrema sincerità è il modo migliore per imparare da se stessi. in 2 modi: 1)essendo sincero con me stesso posso avere un'immagine coerente, ammettere gli errori, perdonarli e farne tesoro per il futuro; in una parola: crescita. 2) essendo estremamente sincero con gli altri eviterò aspettative e rispettive delusioni, non dovrò impegnarmi in una recita ma potrò vivere spontaneamente senza timore; essendo gli altri a conoscenza della mia vera natura, quando le circostanze della vita mi disorienteranno, potrò specchiarmi nella luce con cui gli altri mi vedono e più sarò stato sincero più l'immagine che vedrò corrisponderà a verità. E, come abbiamo visto, una coerente visione di se stessi è condizione necessaria alla crescita. Anche se ottenerla costa fatica poichè per ottenerla bisogna infliggersi profonde ferite narcisistiche che bruceranno maggiormente in un animo orgoglioso ed egocentrico.
Abbiamo imparato il valore del lavoro inteso come impegno attivo nel conseguimento di un fine o semplicemente di condizioni più favorevoli. La fortuna di cui Natura ci fornisce all'inizio del cammino può essere totalmente vanificata o portata agli apogei dal nostro diretto intervento. Bene è non intervenire alla cieca ma con ponderatezza e con molta calma ma comunque in generale la passione unita all'azione portano a dei risultati anche senza un poderoso intervento della ragione che nel caso di un animo scarsamente passionale rischia di far perdere la strada all'individuo che si perde in speculazioni senza rendersi conto che è nei fatti che la realtà si realizza.
Esistono invece altri ambiti in cui un nostro intervento diretto può risultare falsificante e quindi dannoso. Per esempio il sentimento amoroso inteso come amicizia ma soprattutto come rapporto di coppia. Questi sentimenti sono quelli che più di tutti gli altri ci legano ancora alla nostra condizione naturale e quindi è mia opinione che in questi ambiti bisognerebbe lasciar fare alla natura. Approvare i comportamenti di chi agisce nei nostri confronti in modo istintivo e spontaneo e fuggire coloro che si dimostrano mascherati da secondi fini, calcolo, ipocrisia, simulazione di sentimenti. In questo senso meglio uno schiaffo datoci in maniera animalesca e sinceramente adirata rispetto a un sorriso di circostanza.
Abbiamo capito che il valore più importante per questa piccola quantità di vita racchiusa in questo corpo biondo chiamato me è la pienezza.
La vita nella sua pienezza mi sembra il fine a cui meglio possiamo dedicare la nostra esistenza, in questo orizzonte anche dolore, sofferenza, e persino la morte trovano una giustificazione e vengono viste come parti necessarie al raggiungimento del nostro progetto. Questa visione non è nientaltro che una ricerca dell'essenziale in un'esperienza umana unita all'impulso tutto personale della curiosità.
Chiaramente questo può andare bene per il sottoscritto e per coloro a cui sia capitata una dotazione biologica di impulsi simili ai miei.
Il mio discorso non ha pretese totalizzanti. Si fonda sul valore dell'esperienza fatta da questo organo dell'essere che chiamate Dave. E questo organo ha un approccio newtoniano alla conoscenza. Induttivismo, dai fatti alle conclusioni. Meno speculazioni possibili in modo da ottenere meno possibilità di errori (forse per diffidenza ma meglio quest'ultima dell'autoinganno). Meno possibilità di cadere in tranelli retorici poichè la retorica è solo un gioco di immagini aleatorie e su basi aleatorie non si può costruire niente che possa durare alla prova dei fatti.
Il vostro stesso affezzionatissimo è pronto a rimangiarsi ogni sillaba sin qui pronunciata se domani l'esperienza dovesse dargli torto. Finora non l'ha fatto. Ma la vita è bella per questo: tutto può accadere e bisogna sempre essere pronti ad imparare.
Abbiamo imparato che va lasciato aperto un orizzonte di senso perchè non si sa mai.
Abbiamo imparato che non si sa mai... ma che non esiste vita migliore di quella che nonostante tutto procede su questa via, non per un desiderio di dominio sulla realtà, ma bensì per un pura passione amorosa verso quest'ultima.